giovedì 21 agosto 2014

La pesca miracolosa, a vela, nella Pieve di Romena

La "pesca miracolosa", capitello della Pieve di Romena
TEMPORE FAMIS MCLII. (Tempo di carestia 1152)
Questa scritta è scolpita sul secondo capitello della navata di sinistra della splendida Pieve di San Pietro a Romena ed indica la circostanza e l’anno in cui questa pieve romanica fu edificata.  
Qui lo stile romanico si esalta ed anche il profano non può non rimanerne affascinato.  
Questa pieve romanica a tre navate fu costruita su un preesistente edificio religioso, probabilmente del secolo VIII, i cui resti e certi frammenti sono visibili scendendo nel sotto chiesa attraverso una scala, sulla destra, all’interno dell’edificio. 
Esternamente la parte di maggior fascino della Pieve di Romena, oggi dichiarata Monumento Nazionale, è sicuramente l’abside. Al visitatore che giunge da Pratovecchio o dal Castello di Romena appare come una scultura perfettamente incastonata in un classico paesaggio toscano, anzi, nel tipico e splendido paesaggio Casentinese. Dal 1991 questa Pieve è anche sede della Fraternità di Romena, luogo di fede e amicizia. (Tratto da: Il Bel Casentino).

L'abside della Pieve di Romena è attrazione di molti artisti
Credo che non ci stancheremo mai di andare a vistare questa stupenda pieve romanica, tra le più belle nella storia dell'arte medievale, situata a solo qualche chilometro da Raggiolo, luogo dove di consuetudine passiamo qualche giorno di Agosto.
Questa volta sono rimasto colpito dal secondo capitello della navata di destra, sulla facciata rivolta verso l'abside e quindi nascosto alla vista del visitatore distratto. Ed è tanto nascosto che mi era quasi sfuggito, solo per caso sono riuscito ad accorgermi della sua particolarità rimanendo attratto dalla sua bellezza, certamente uno dei capitelli romanici più interessanti e significativi che abbia mai visto.
Secondo la tradizione sembra che rappresenti la "pesca miracolosa" e i due personaggi dovrebbero essere Pietro ed il fratello Andrea, altri hanno inteso intravedere in esso un significato più mondano, "la barca dell'umanità" con due naviganti nel mare della vita.
Ma non voglio entrare in argomenti, per così dire, "escatologici", quanto soffermarmi sull'immagine, quella di una barca a vela con due uomini a bordo, uno con un remo, o un timone, in mano, l'altro appoggiato all'albero, oppure che lo sorregge assieme alla vela.
Questa immagine, dal punto di vista della storia della navigazione è estremamente interessante poiché intende rappresentare una barca da pesca come minimo di quei tempi, intorno all'anno mille.
Le due estremità affilate la fanno assomigliare alla canoa a vela della quale abbiamo tanto parlato negli ultimi mesi, inevitabile l'accostamento alla canoa a vela americana con la pagaia che fa da timone e forse, in questo caso, con il secondo componente dell'equipaggio che tiene su l'albero e la vela latina, come in una specie di windsurf.

Il capitello sembra rappresentare una navigazione in canoa a vela
Non mi posso addentrare in supposizioni ed argomentazioni complesse, certo questa immagine pone molti interrogativi sui modi di navigare nei secoli precedenti l'anno mille. Comunque sia questa rappresentazione "nautica" ha esaltato la mia immaginazione e credo che si possa definire come un elemento storico di rilievo nella storia della navigazione.
Per il resto la Pieve di Romena è semplicemente meravigliosa, all'interno ....

La navata e l'abside della Pieve di Romena
.... e all'esterno.

Pieve di Romena, vista laterale
Altre immagini della pieve le potete trovare nella FOTOGALLERY della nostra vacanza a Raggiolo, che si deve ancora concludere.

Il capitello in cui viene indicata la data di costruzione della pieve con la consegna delle chiavi

lunedì 18 agosto 2014

TIWAL CANARIAS



Pubblicato il 13/ago/2014

Tiwal es el barco de vela ligera más innovador del mercado. Diseñado para facilitar el transporte a cualquier playa y para ser disfrutado por toda la familia,desde los más expertos hasta los niños se divierten con tiwal.

Tiwal è la deriva gonfiabile più innovativa presente nel mercato nautico. Progettata per essere facilmente trasportabile su qualsiasi  tipo di spiaggia e per essere goduta da tutta la famiglia, dai bambini e agli esperti, ci si diverte con Tiwal.

OMG: come bypassare la boa, o passare il segno



Girato nel corso di una regata amatoriale!


venerdì 15 agosto 2014

Lucignano, la sua bellezza e i suoi tesori

San Francesco in barca a vela, parte (o arriva) per (o da) la Terrasanta?
Se si vuol raggiungere il lago Trasimeno da Arezzo più in fretta passando per la superstrada si deve attraversare Lucignano, un vero gioiello di architettura medievale sul cui SITO istituzionale potrete trovare la storia. 
Per poterne apprezzare in pieno la bellezza però bisogna visitare Lucignano di persona e vi assicuro che ne vale assolutamente la pena poiché è uno di quei paesi ancora completamente raccolto entro le sue mura, rimasto in buona parte integro nella struttura originale, seppur stratificata nei secoli.
Essendo il giorno dell'Assunta, come da tradizione, non ho potuto fare a meno di riflettere sul "magnificat" di Maria e quanto questo sia alla base di tutto il pensiero francescano, ne avevamo già parlato. Anche per questo motivo, una visita a San Francesco a Lucignano era d'obbligo e, come sempre accade quando ci si inoltra nella fantastica vita di questo Santo, mi sono interrogato sulle immagini poste negli affreschi di questa Basilica, in particolare una, quella in cui lo si vede imbarcato per la Terrasanta.

La Basilica di San Francesco a Lucignano
Nelle troppo poche informazioni che ho trovato su questi affreschi sul web e nelle enciclopedie si dice che in questa immagine San Francesco sia in partenza per la Terrasanta ma a me non sembra in quanto la pala del timone è posta sulla destra a poppa, in basso, e l'uomo a prua non sta governando una barra quanto probabilmente sta preparandosi per l'attracco. Inoltre, se San Francesco è partito da Ancona ed è tornato a Venezia, allora le due colonne sono proprio quelle del porto di Venezia, come mi ha fatto notare Elena. Premesso ciò c'è un'altro particolare che pone enormi ed importantissimi interrogativi, cosa tiene in mano il Santo? Secondo me potrebbe essere la Sacra Sindone. A questo punto cadrebbero tutte le teorie secondo le quali questa importantissima reliquia sarebbe arrivata in Francia direttamente dalla Terrasanta. Ma perché se Frate Elia è tornato con il "Chiodo della Croce", e molto probabilmente anche con il "Santo Graal", in Italia la Sacra Sindone dovrebbe essere arrivata in Francia? Queste tre reliquie, e forse altre ancora celate, sono arrivate tutte in Italia grazie a San Francesco e Frate Elia. E cosa aspetta la Sacra Chiesa Romana a riabilitare una figura così importante come Frate Elia, posto a capo dei francescani dallo stesso San Francesco, e fare "mea culpa" sulla sua "damnatio memoriae"? Questa cosa è semplicemente scandalosa, è una negazione della storia del cristianesimo e della sua umanità.

Il "trionfo della morte"attro meraviglioso affresco posto in San Francesco a Lucignano
E se del sopra citato affresco non si parla affatto qualcosa ho trovato su quest'altra meraviglia che è il "trionfo della morte", raffigurata come un cavaliere che scocca la freccia. Insomma, solo per queste due opere Lucignano merita una visita, ma c'è molto, molto di più da vedere. Guardate la FOTOGALLERY che meraviglia!.


Tra le foto ce ne sono due significative, una riporta una frase di Mussolini che è rimasta ancora impressa in uno dei muri del paese, "quando si è forti si è cari agli amici e temuti dai nemici", l'altra è la lapide commemorativa appesa sulla casa del partigiano Licio Nencetti. Tutte e due, tristemente, ci ricordano un'epoca, la prima con la banalità dell'arroganza, la seconda con grandezza dell'eroismo, Licio Nencetti è stato un vero eroe, martire della nostra democrazia.

Uno scorcio caratteristico nei pressi della casa di Licio Nencetti

giovedì 14 agosto 2014

Novità 2015: Nuovo Hobie Adventure Island, più potente, più veloce, più grande e più asciutto

Nuovo Hobie Adventure Island, dal sito Kayakfishmag
La nuova versione dell'Hobie Adventure Island sarà più grande, con la prua più arrotondata e "capace" di maggiori volumi. Il bordo libero sarà più alto, così come l'albero che sarà più lungo di 60 cm. La base della vela, con una maggiore superficie velica, sarà più smerlata per fornire più libertà all'equipaggio. Anche gli stabilizzatori saranno più grandi, passando da 9 a 12 piedi di lunghezza. Anche la seduta, che sarà più sollevata, subirà notevoli miglioramenti.
Tutte queste modifiche, e molto altro, renderanno la nuova versione dell'Hobie Adventure Island più potente, più capace di ben 45 kg rispetto al modello precedente, più asciutto e più veloce.



Style that lives, on board

Indimenticabili Bacall and Bogart offshore , dal sito di Mark D. Sikes
"Nell'esercizio anche del più umile dei mestieri lo stile è un fatto decisivo."
Heinrich Böll, Lontano dall'esercito, 1964

Indimenticabile Grace on board, da Lemon Yellow Journal

mercoledì 13 agosto 2014

Un giro nel Chianti Classico

La contessina Elena davanti al Castello di Meleto
Era un bel po' che volevamo fare un giro nel Chianti Classico ed abbiamo cominciato con un itinerario abbastanza vicino a noi, ci siamo resi conto però che dovevamo soffermarci di più nei luoghi senza pretendere di vedere tutto in una sola giornata.


Visualizza Un giro nel Chianti Classico in una mappa di dimensioni maggiori

Ci siamo diretti verso Gaiole in Chianti, paesino caratteristico ma nulla di che, le cose stupende sono tutte intorno e tra queste siamo riusciti a vedere solo il bellissimo Castello di Meleto, appartenente a quel Guardellotto al quale l'Imperatore Federico I detto il Barbarsossa confiscò i beni. Si presume che il Guardellotto fosse padre del ben più famoso Francescho di Zanobi che, a sua volta, fu antenato di quel Bartolomeo di Francesco Lenzi che nel 1586 sparava contro quei botoli ringhiosi degli aretini dalla fortezza fatta costruire dai Medici.


Solo un "toro" come il Lenzi poteva permettersi di fare una cosa del genere, ma a questo punto si "puole" dire che sia proprio lui il vero "chonte di Meleto", prima che il villan imperatore glielo confiscasse?

E' lui o non è lui il vero "chonte di Meleto"? Potrebbe essere!
Certo è che i luoghi sono meravigliosi davvero, forse la storia è tutta inventata. O forse no, chissa! Ma cosa c'entrano i tori con le mele?

Elena davanti al Palazzo di Radda in Chianti
Altro luogo molto bello è Radda in Chianti, ma certamente le nostre aretinissime Lucignano, Monte San Savino, Anghiari, Cortona, Poppi e così via, lo sono sicuramente di più.
Paragonabile ai luoghi che ho citato nella  loro autentica bellezza è il paesino di Ponzano con la sua torre, che abbiamo visitato quasi per sbaglio.

La porta medievale di Ponzano, meravigliosa!
Anche qui c'è lui, il "chonte di Ponzano". E' bé era tutto suo!

E' lui o non è lui il vero "chonte di Ponzano"? Potrebbe essere!
Prima ancora di Ponzano abbiamo visto Castellina in Chianti, bella ma un po' troppo turistica per i nostri gusti, in cui anche l'aria che si respira è a pagamento, non parliamo poi del Vigile Urbano che fa multe a gogò.

Elena mangia un gelato nelle belle stradine di Castellina in Chianti
Insomma, tutto bellissimo come si vede dalla FOTOGALLERY, ma ci torneremo con più calma a vedere una cosa per volta.



Ed infine qualcosa che mi ha fatto pensare al mio mostriciattolo impresso nella prua di "aspirina", un bel drago con una corona tra le zampette. Anche questo è un segno.



martedì 12 agosto 2014

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